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Visualizzazione dei post con l'etichetta Nocera Terinese

Un viaggio indimenticabile in Calabria: un legame che si rafforza

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Era aprile 2011, la Settimana Santa era alle porte e con un'emozione che mi serrava il petto, preparavo i bagagli per un pellegrinaggio. La meta era un piccolo villaggio collinare, immerso tra olivi e agrumeti vicino al mare, nel profondo cuore della Calabria, Nocera Terinese. Io e mio figlio, ormai trentenne e pieno di vitalità, eravamo impazienti e traboccanti di gioia e pronti per la partenza. Arrivati a destinazione, la vista mozzafiato del mare ci lasciò senza parole. Un azzurro intenso che si infrangeva sulle scogliere, un profumo di salsedine che ci avvolgeva e una brezza leggera che accarezzava i nostri volti. Passammo le giornate a esplorare i dintorni del borgo e a fare lunghe passeggiate sull’arenile. La sera, passeggiammo sul lungomare, ammirando il tramonto e ascoltando le onde che si infrangevano ritmicamente sulla riva. Mio figlio, con gli occhi lucidi, mi confessò che quella era la vacanza più bella della sua vita. Un giorno, decidiamo di fare un'escursione in S...

Natale a Nocera: un cuore caldo tra le colline

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La magia del Natale ha il potere di riportarci tutti all'infanzia, facendoci rivivere momenti indimenticabili. Tradizioni familiari, profumi inebrianti, giochi spensierati: tutto questo si riaccende nel cuore durante le feste. E se c'è un luogo dove l’incanto del Natale si respira a pieni polmoni, quello è sicuramente Nocera Terinese, il mio amato paese natale, un piccolo borgo nel cuore della Calabria. Qui, la qualità della vita è alta, il clima è mite e si mangia sano. Ma ciò che rende Nocera davvero speciale sono i valori umani che sono alla base della sua società. Nocera Terinese è situato su una bellissima collina, circondata da paesaggi naturali incantevoli, uliveti lussureggianti e verdi boschi con piante secolari. Passeggiando per le stradine del centro storico, illuminate da una calda luce dorata, si respira un'atmosfera incantata. Le case sono adornate con festoni di agrifoglio e pungitopo, e dai camini si leva il profumo inebriante del legno che arde. I bambini g...

Il presepe nella nuova città

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Sotto le stelle della città, un presepe racconta la storia di una famiglia. Nasce da mani che modellano la creta, da ricordi che prendono forma. È un viaggio nel tempo, un ritorno alle origini, un abbraccio che riscalda il cuore. Il presepe ci insegna che, anche in mezzo al caos della vita moderna, è possibile trovare un angolo di pace e serenità, un luogo dove i sogni prendono vita. Abitavo su una meravigliosa collina circondata da uliveti e alberi secolari, e scendendo verso il mare, si apriva una distesa affascinante di agrumeti, con il profumo seducente delle zagare in fiore, un aroma dolce e intenso che accarezza il cuore. Il piccolo borgo di Nocera Terinese sorge nella splendida terra di Calabria, dove le case, strette l'una all'altra, si addormentano di notte sotto un cielo stellato. Da bambino, il momento più atteso di ogni Natale era allestire il presepe. Mentre le mie mani lavoravano alla sua costruzione, ero rapito dalle storie narrate dai miei familiari: storie di p...

Le botteghe del tempo: un patrimonio da riscoprire

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Passeggiando per le strade di Nocera Terinese, il mio paese natale, resto meravigliato dalla quantità di cose che abbiamo perso nel corso del tempo. Percorrendo la via principale, da Via Canale fino a Via Santa Caterina, cuore pulsante del borgo, senza dimenticare le numerose attività presenti nelle piccole vie laterali, che si estendevano fino ai Cappuccini, mi sembrava di camminare in un brulicante alveare di attività. Ogni bottega era un universo a sé, con insegne vivaci e odori distintivi. L'aroma pungente del cuoio si mescolava a quello della colla, creando un'atmosfera particolare che avvolgeva il calzolaio mentre modellava con maestria la scarpa. Trucioli di legno volteggiavano nell'aria mentre il falegname, con la sua ascia, intagliava il legno, realizzando mobili robusti e dal design unico. C'erano poi i sarti, e in quel tempo lontano, anch'io ero un apprendista, imparando l'arte di quella nobile professione.  Ricordo ancora l'emozione di quando,...

I Riti della Settimana Santa

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II nostro, come del resto tutti i paesi di Calabria, è un paese in cui le tradizioni popolari sono fortemente radicate. Forse perché il tempo, da noi, monotono e appiattito non porta niente di nuovo che faccia scordare il vecchio, o forse perché l'animo popolare vuole risentire se stesso e controllare la propria identità? - Chissà!! -Certo è che la spinta rivoluzionaria dell' età presente ha dichiarato anacronistici i ricordi di una volta e li ha consegnati quale retaggio d'amore alle genti di età avanzata perché si raccontino come favole di antichi tempi. Una tradizione popolare, però, rimane ed è pur vecchia di oltre quattro secoli: quella della Settimana Santa e del rito di sangue dei Vattienti. DOMENICA DELLE PALME La domenica che precede la Pasqua, l'ingresso di Gesù in Gerusalemme viene ricordato con la Benedizione delle Palme, che si svolge nella Chiesa Matrice dedicata a San Giovanni Battista. I fedeli scendono dalle campagne e salgono dalle m...

Vattienti

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L'etimologia del termine flagellazione è latina e deriva da flagrum, (frusta - flagello), con la chiara allusione a percuotere un soggetto e trova attestazione sia nel mondo greco che in quello romano. Tralasciando i nessi giuridici , tipici del diritto penale, la fustigazione a carattere rituale ha un'origine molto più antica e rimanda ad un rito di propiziazione per la fecondità della terra, con l'offerta del sangue da parte del sacerdote e del fedele e si rifà agli antichi riti della morte di Attis, antichissima divinità frigia della vegetazione, che ebbe un vasto culto in patria e, in seguito alla diaspora frigia, si diffuse in Grecia.  Il suo mito e il suo culto dovettero essere strettamente associati a quelli di Cibele, dal momento stesso in cui i Frigi, giunti in Asia Minore dalla Tracia, vi trovarono il complesso cultuale costituito da una grande Dea Madre, che poi sarà la Magna Mater romana, e da un nume della vegetazione, che muore e rinasce.  Secondo una,...

Il mio paese

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Il mio paese si chiama Nocera Terinese, un ridente borgo situato tra il verde delle colline che dolcemente degradano dal Monte Mancuso verso il Mar Tirreno, a 250 metri di altitudine. È collocato tra due fiumi, il Rivale e il Grande. Sono nato qui nel lontano 1949 e vi racconterò ciò che so e che ancora rammento. Era un paese di contadini, dove il profumo del fieno si mescolava a quello del pane appena sfornato. Ma non mancavano botteghe artigiane, negozi e osterie, che animavano la vita di questa piccola comunità. C'era anche la parte aristocratica del paese, rappresentata dalle famiglie Niccoli, Ventura, Longo, oltre ai professionisti come dottori, avvocati e notai, e non si può dimenticare il nostro amato prete Don Alfredo. Il paese, un piccolo borgo dove tutti si conoscevano. Le case, addossate le une alle altre, sembravano sussurrarsi segreti. Mi rimane impresso l'odore pungente del fumo di legna che usciva dalle case o dai magazzini durante le fredde sere d'in...

Convento Agostiniano di Campodorato

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Nella Contrada Campodorato, lungo un sentiero campestre al confine tra Nocera Terinese e Falerna, sorgevano le vestigia del Convento degli Agostiniani. Questo complesso monastico fu eretto per desiderio del Beato Francesco Marini da Zumpano nella seconda metà del Quattrocento e consacrato il 23 aprile 1525 da Mons. Frau, vescovo di Martirano. Dopo il disastroso terremoto del 1783 che devastò la Calabria, il convento riportò danni talmente gravi che re Ferdinando IV di Borbone ne ordinò la soppressione. La piccola chiesa ricostruita sui resti dell'antico convento è dedicata a Santa Maria di Loreto. Sulla sua parete esterna si trova un'epigrafe che recita: "Adiacente alle sacre rovine del monastero agostiniano, come l'originale dedicata a S. Maria di Loreto, questa nuova chiesa è stata voluta e realizzata nel 1986 dalla devozione di Felice e Norina Ventura, coniugi, e perpetua i sentimenti di fede, solennemente benedetta da S.E. Mons. Vincenzo Rimedio, vescovo di Lamezi...