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Nocera Terinese: Dove il Tempo Danza al Ritmo dei Ricordi

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  C'è un angolo segreto nel cuore pulsante della Calabria, un luogo dove il tempo non si è fermato, ma ha scelto di danzare con grazia, rallentando il suo passo febbrile. Qui, le dolci colline si inchinano riverenti verso l'infinito blu del Mar Tirreno, e l'aria si fa inebriante, intrisa del profumo di fieno appena tagliato che si sposa con l'aroma confortante del pane appena sfornato. Questo luogo incantato è Nocera Terinese, la mia terra natia, un borgo ridente che si adagia a 250 metri di altitudine, abbracciato con tenerezza dalle acque sinuose di due fiumi. Sono venuto al mondo qui, tra queste pietre antiche e questi orizzonti infiniti. Oggi, con la memoria vivida e il cuore traboccante di un affetto inestinguibile, vi invito a un viaggio non solo nei ricordi, ma in un'epoca dimenticata, per riscoprire la Nocera degli anni '50, un sogno che ancora vive. Un Borgo Vibrante, Tessuto di Anime e Storie A metà del secolo scorso, Nocera Terinese era ben più di u...

Il sagrestano: un ricordo che non tramonta

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Quante volte emergono dolci ricordi d'infanzia nella nostra mente. Non parlo delle nuove generazioni, ma di quelle un po' più datate come la mia, con capelli bianchi o senza capelli, e con la malinconia di tempi, purtroppo, lontani. Tempi in cui si ricorda la figura semplice e autentica del caro Cicciu Rocca, "il Sagrestano". Cicciu Rocca era di Nocera Terinese, un piccolo borgo calabrese dove tutti si conoscevano, con le case vicine che sembravano confidarsi segreti. Rimane impresso in me l'odore acre del fumo di legna che si levava dalle abitazioni o dai depositi nelle fredde serate invernali, mentre i bambini del villaggio giocavano nelle strade strette, inseguendo una palla di stracci o un vecchio cerchione di bicicletta. Cicciu Rocca viveva nel Rione Motta, un quartiere antico, sorto con la nascita del borgo. L'aria era pulita, la zona luminosa e assolata, ma la sua esistenza era spartita tra la sua casa e quel piccolo regno cristiano rappresentato dalle ...

Un viaggio nel cuore della Calabria degli anni 50

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Il mio paese si chiama Nocera Terinese, un ridente borgo situato tra il verde delle colline che dolcemente degradano dal Monte Mancuso verso il Mar Tirreno, a 250 metri di altitudine. È collocato tra due fiumi, il Rivale e il Grande. Sono nato qui nel lontano 1949 e vi racconterò ciò che so e che ancora rammento. Era un paese di contadini, dove il profumo del fieno si mescolava a quello del pane appena sfornato. Ma non mancavano botteghe artigiane, negozi e osterie, che animavano la vita di questa piccola comunità. C'era anche la parte aristocratica del paese, rappresentata dalle famiglie Niccoli, Ventura, Longo, oltre ai professionisti come dottori, avvocati e notai, e non si può dimenticare il nostro amato prete Don Alfredo. Il paese, un piccolo borgo dove tutti si conoscevano. Le case, addossate le une alle altre, sembravano sussurrarsi segreti. Mi rimane impresso l'odore pungente del fumo di legna che usciva dalle case o dai magazzini durante le fredde sere d'inverno, m...